dialogo non immaginato

personaggi:

– m = me;

– s = sbiro;

– altri = di cui taccio il nome per aver l’onore d’assumermi tutta la responsabilita’ di quanto segue;

quanto segue :

m : “scusi, qui a via giulia dove sta einaudi?”

s (portando pollice, indice e medio al mento): “einaudi, einaudi, io l’ho gia’ sentito sto nome”

m : “eh, si. ha scritto la costituzione, e’ stato presidente della repubblica, ma io m’accontento del libraro”

s : “einaudi..” – ed inizia ad orbitare gli occhi in su, com ad aspettar celeste ispirazione, il medio viene raccolto, il pollice ci si appoggia su, e quindi l’indice indica, abbassa gli occhi su di me, serio – “ao, secondo me o sta prima o sta dopo”

m (che nel frattempo si rendeva conto che gli stava accadendo sittanto, e che per risposta avea ricevuto cotanto) : “ar prima ce so giá stato, vado avanti. buona giornata”

s : “ciao”.

dialogo veramente accadutomi cosi’, in via giulia, roma, italia, di fronte ad una caserma di polizia  (il civico non me lo ricordo, ma ci stará su googlemap) , verso le 9 di mattina del 3 ottobre 2012.

cercavo il volume edito da einaudi con tutti e 4 i romanzi di john fante con protagonista john fante che li si chiama arturo bandini, lo trovai in altra libreria, in via nazionale, dove appresi da un vecchietto che credeva di aver gia’ pagato, ma avea riposto la carta di credito nel portafogli prima di pagare, che c’era una proposta di legge sull’abolizione del congiuntivo.

il cassiere, che aveva gia’ evidentemente il cazzo girato (ma come dargli torto?) di suo, disse precisamente “non lo sanno usare, sono ignoranti, chissa se riescono a scriverla una legge.. a che gli serve il congiuntivo?”.

ero commosso.

poco piu’ tardi, prendendo un caffe’ allo yeti, mi imbattei anche ne “gli ultimi giorni di pompeo”, no pompeo quello che aveva fatto il triumvirato con licinio crasso e caio giulio (cesare, che come alessandro, son stati i piu’ grandi capi militari della storia ma nessuno dice mai che erano gay anche), pompeo il fumetto di andrea pazienza dove andrea pazienza disegna andrea pazienza ma lo chiama pompeo, ed annuncia la sua imminente morte per overdose.

ebbi l’onore di leggere “ero un eunuco che si faceva seghe immaginarie agitando il braccio nel vuoto”.

sono stufo di vivere in un mondo in cui la lucidita’ e’ di troppo se vuoi essere felice.